Walt Cunningham Apollo 7 in Italia a novembre

L’Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica ADAA è lieta di annunciare che SABATO 11  e DOMENICA 12 novembre  2017 ospiterà in Italia l’astronauta:  Walter “Walt” Cunningham, LMP  Apollo 7.

L’EVENTO SI TERRA’ A MILANO

SAVE THE DATE!

 Per informazioni scrivere a: info@adaa.it

Un evento unico. Due giorni immersi nell’avventura più grande dell’umanità! A quasi 50 anni dal suo storico volo; Walt Cunningham ricorderà la sua incredibile missione. Godetevi l’emozione del racconto da parte di uno dei “Ragazzi della Luna”

 

                     Walt Cunningham Apollo 7 in Italy
L’Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica ADAA is pleased to announce that Saturday 11 and Sunday 12 November 2017 will host the astronaut Walter “Walt” Cunningham, LMP Apollo 7 in Italy.

THE EVENT IS LANDED IN MILAN
SAVE THE DATE!

                               For informations write to: info@adaa.it

A unique event. Two days immersed in the greatest adventure of humanity! Almost 50 years after his historical flight; Walt Cunningham will remember his incredible mission. Enjoy the emotion of the tale by one of the “Boys of the Moon”


Apollo 7 Astronaut: 
Col. Walter “Walt” Cunningham

Walter Cunningham ha frequentato la Venice High School di Venice (California) Nel 1951 si arruolò come volontario presso la marina militare americana – Navy – e nel 1952 iniziò il suo addestramento da pilota. Superò le 4500 ore di volo, di cui oltre 3400 iin aerei jet. Nel 1963 venne scelto dalla NASA con il terzo gruppo di astronauti. L’11 ottobre 1968 partecipò alla missione di Apollo 7, era la prima volta che gli americani lanciavano tre uomini in orbita terrestre.

La missione Apollo 7 fu un test di volo importante, perché furono provate nello spazio tutte le modifiche apportate dopo la tragedia di Apollo 1, l’equipaggio, composto da: Walter “Wally” Schirra, Donn Eisele e Walter “Walt” Cunningham testò per la prima volta nello Spazio l’affidabilità del navicella Apollo. Furono effettuate le prime prove di manovra e la simulazione dell’estrazione del LM (modulo lunare) dalla stiva, si provò più volte l’accensione e lo spegnimento del motore dello SPS (modulo di servizio) vitale per poter tornare sulla Terra. Furono inviate le prime immagini TV in diretta dall’interno della capsula, fu testato un telescopio collegato a un computer e un sestante per la navigazione stellare. Fondamentali furono i test delle celle a combustibile che producevano elettricità e acqua, del portellone di uscita del modulo di comando e dello scudo termico per il rientro della capsula nell’atmosfera terrestre.

La missione Apollo 7 non fu solamente la dimostrazione dell’idoneità al volo della navicella spaziale, ma anche di tutte le procedure collegate, come l’assemblaggio del razzo vettore, i preparativi di lancio e la direzione di volo. Apollo 7 raggiunse il 100% degli obbiettivi e fu dunque il primo passo per riuscire nell’intento di portare l’uomo sulla Luna entro la fine del decennio, e mantenere la promessa fatta dal Presidente John Fitzgerald Kennedy il 25 maggio 1961 “Abbiamo scelto di andare sulla Luna e di fare altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili”. Alla fine del decennio mancavano solamente 14 mesi, ma il primo passo era compiuto.

 

“I ragazzi della Luna” (titolo italiano) Un bel libro che vi farà scoprire un Cunningham diretto, schietto che non manda a dire le cose, ha il coraggio di dissacrare il mito dell’astronauta. In questo libro ci da uno spaccato del suo mondo, quello dei piloti di alto livello, uomini che dedicavano la propria vita al volo. Uomini che rischiavano la vita anche durante il training o durante i trasferimenti con i T-38 (appassionante la gara non scritta fra i piloti.) Far parte di questa èlite ebbe un costo altissimo, ma diede anche grandi soddisfazioni personali. L’autore non è andato sulla Luna, ma ha permesso ai suoi colleghi di farlo, il suo incessante lavoro e l’abnegazione sono stati fondamentali per il programma lunare.

Cunningham racconta gli eventi con gli occhi di chi c’era. Gli aneddoti sono tantissimi, come molti sono i ritratti che fa dei suoi colleghi astronauti. “I ragazzi della Luna” è dissacrante a volte impietoso, ma vero.

L’autore umanizza gli astronauti, eroi inarrivabili all’epoca delle missioni lunari, ma in fondo ragazzi come tutti, ragazzi come quelli inviati in Vietnam a fare una sporca guerra. Parla degli “errori” come quello di fare soldi facili… che costò parecchio ad alcuni di loro. Il riferimento alle buste di Apollo 15 è immediato.

Ovviamente parla della sua missione e dei suoi colleghi: Schirra e Eisele dipingendoli come uomini veramente particolari, Schirra con una forte personalità e Donn Eisele accomodante e per nulla preso dal suo lavoro, entrambi talmente fuori dagli schemi che rischiarono l’ammutinamento e furono esclusi dalla rotazione dei voli.

Walter Cunningham dopo Apollo 7 anche se coinvolto dai suoi compagni, seppe tenersi equidistante non approvandone completamente la condotta, questo gli permise di essere coinvolto nel programma Skylab con la promessa da parte di Slayton che sarebbe stato uno dei primi a volare, purtroppo come leggerete gli eventi non remarono a suo favore.

Forse leggendo questo libro sarete sorpresi da alcune considerazioni sui suoi colleghi, ma è indubbio che lui era presente quando i fatti si svolsero, potremo non essere d’accordo con alcune sue affermazioni, ma resta il fatto che noi non c’eravamo, mentre lui lottava a pieno titolo per essere il migliore fra i “ragazzi dell’Apollo”. Credit: Luigi Pizzimenti

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