PRISMA

L’Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica, partecipa al progetto nazionale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

La collaborazione quasi decennale con l’Ente nazionale è iniziata con la donazione dell’intero archivio nazionale dell’IRA (Istituto Radioastronomia di Bologna) Oggi conservato presso la nostra sede di Ferno e reso disponibile agli studenti e ricercatori. 

L’ingresso nel programma PRISMA è un ulteriore passo avanti nell’impegno che ci siamo dati molti anni fa.

Gli scopi specifici di tale progetto sono molteplici, tra i principali: poter individuare molto in fretta un eventuale meteorite arrivato al suolo, per raggiungerlo prima che venga “contaminato” dagli agenti terrestri e avere quindi un informatore cosmico genuino; poter calcolare la direzione d’entrata dell’oggetto e la sua orbita prima della cattura da parte della gravità terrestre e poter risalire al corpo progenitore dell’oggetto stesso.

Un aspetto altrettanto interessante è quello del monitoraggio atmosferico: vengono registrate infatti in maniera continua, 24 ore su 24, la copertura nuvolosa e l’attività elettrica con importanti ricadute per le scienze meteorologiche e la fisica dell’atmosfera.

Le camere fotografano il cielo 24 ore su 24, con una frequenza massima di 30 fotogrammi al secondo, con l’obiettivo principale di monitorare il passaggio di bolidi e meteore nell’atmosfera. Grazie alla presenza di più camere che osservano da posizioni diverse, si riescono ad ottenere informazioni preziose sugli eventi osservati e determinare le orbite degli oggetti che le provocano e delimitare con un buon grado di approssimazione le aree dell’eventuale caduta di frammenti per poter recuperare le meteoriti. Il monitoraggio sistematico della copertura nuvolosa e dell’attività elettrica sarà usato per la validazione di modelli meteorologici. I dati raccolti in maniera sistematica contribuiranno al perfezionamento dei modelli di interazione dei corpi cosmici con l’atmosfera che a tutt’oggi presentano ancora molte lacune a causa della mancanza di dati osservativi di qualità. (Credito:INAF/Prisma)

 

Patrizia Caraveo è dirigente di ricerca all’IASF (Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica) dell’INAF di Milano, che ha inoltre diretto dal 2011 al 2017. È un’esperta di astronomia ottica. Ha collaborato a diverse missioni spaziali internazionali dedicate all’astrofisica delle alte energie a cominciare dalla missione europea COS-B. Attualmente è coinvolta nella missione europea INTEGRAL, nella missione italiana AGILE e nelle missioni NASA SWIFT e FERMI, tutte in orbita e pienamente operative. Da alcuni anni coordina la partecipazione dell’INAF al grande progetto internazionale Cherenkov Telescope Array (CTA) per lo studio dell’astronomia gamma di altissime energie. Grazie alle sue ricerche, ha fondamentalmente contribuito alla scoperta e all’interpretazione della stella di neutroni isolata Geminga, la prima a non mostrare alcuna evidenza di emissione radio, la cui natura era rimasta misteriosa per oltre 20 anni. I risultati da lei ottenuti hanno aperto la strada a un più generale studio della fenomenologia X e ottica di numerose pulsar, inaugapitolo nell’astrofisica delle alte energie.

 

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